In cima c’era una delle “pastelerìe” più famose di Madrid: la Mallorquina.
Posta in posizione eccezionale, in Plaza de Puerta del Sol, accoglie turisti e non dalla colazione alla cena. Le vetrine attirano anche i più restii ai dolci, proprio come il mio compagno di viaggio! La scelta è vastissima, infatti, dopo essere entrata ho avuto un momento di panico perché le mie papille gustative erano andate in titl! Poi però ho ragionato che a Madrid ci saremmo restati per altri tre giorni e avrei quindi avuto il tempo di assaggiare tutti i dolci che più mi facevano gola. Anche i prezzi erano ottimi, tutti sotto i due euro e le porzioni erano davvero abbondanti!
Il primo dolce che ho assaggiato in questa graziosissima pasticceria è stato il Pionono; non avevo idea di cosa mi aspettasse, perché dalla vetrina riuscivo solo a vedere una cupola enorme di crema, leggermente caramellata in cima, che non vedevo l’ora di addentare!
Il nome era abbastanza bizzarro e, per ricordarlo meglio, lo avevo subito associato a Pio IX, il Papa; senza saperlo, avevo pensato giusto!! Documentandomi ho scoperto che questo dolce fu creato proprio in onore del Papa Pio IX!
Nell’andalusa Santa Fe, nei pressi di Granada, verso la fine della seconda metà dell’Ottocento viveva un pasticcere di nome Ceferino Isla Gonzàlez che, data l’impronta spagnola molto cattolica, era molto devoto alla Vergine e voleva rendere omaggio al Papa Pio IX che aveva da poco proclamato il dogma dell’Immacolata. Nel 1897 decise, allora, di realizzare un dolce ispirandosi al pontefice e gli diede appunto il nome: Pionono. Ceferino voleva che questo dolce fosse abbastanza piccolo da essere mangiato con due bocconi al massimo, ma al contempo che ricordasse la figura, un po’ in carne, del pontefice; creò quindi un dolce dall’aspetto cilindrico, poiché ottenuto con il pan di spagna arrotolato su se stesso e bagnato con liquore (o bagna non alcolica). In cima è sormontato da uno strato di crema pasticcera tostata, a ricordare un po’ il copricapo del Papa. Alcuni ingredienti di questo dolce, come ad esempio la cannella usata per la bagna, ricorda dolci già fabbricati dagli arabi che abitarono la Spagna nei secoli precedenti.
Quello che potete ammirare nella foto e che io ho gustato, non si riusciva a finire, di certo, in due soli morsi!! La girella di pan di spagna sul fondo era imbevuta di una bagna analcolica alla cannella ed era deliziosa e morbida; la crema pasticcera, invece, era tantissima e copriva del tutto il disco di pan di spagna, del quale mi sono accorta solo alla fine! La crema era ottima e in cima leggermente caramellata; ottimo il cucchiaino che mi hanno dato per mangiarlo, perché altrimenti non avrei saputo da dove iniziare e non avrei potuto gustarlo lentamente, come invece ho fatto, perché la sua bontà meritava davvero tutta la mia attenzione.

Il giorno seguente, invece, ho voluto assaggiare un classico: Bartolillos alla crema, dolce attestato fin dal XIX secolo nella cucina madrilena.
E’ tipico del periodo pasquale ed è un triangolo di pasta molto sottile, nel cui impasto ci sono farina e strutto ed è ripieno di crema pasticcera, a volte aromatizzata con del liquore. Vengono fritti in olio e serviti tiepidi, dopo averli ricoperti di zucchero a velo o sciroppo. Sull’origine di questo dolce ci sono diverse teorie: alcuni dicono che siano stati i Romani a portarlo nella penisola iberica, altri che la ricetta risalga all’epoca del controllo musulmano della penisola e altri ancora che siano state le monache nei conventi a creare questi dolci.
A mio gusto è risultato un po’ pesante, dato che non sono molto abituata a mangiare cose fritte, ma era davvero friabile e gustoso. La crema era eccezionale e freschissima, così come quella del Pionono.

L’ultimo giorno mi sono, invece, diretta su un dolce che aveva un nome buffo, dato che mi ricordava mago merlino: Merlitones.
Purtroppo non sono riuscita a trovare nulla sull’origine di questo dolce, ma ho sguinzagliato informatori alla ricerca di utili nozioni. La sua nazione d’origine è la Francia, più specificatamente la zona di Rouen, sintomo che la pasticceria francese è molto apprezzata dagli spagnoli. L’aspetto è quello di una crostatina: l’esterno è fatto di pasta brisè mentre l’ingrediente principale del ripieno è l’uovo; si dice che la ricetta originale sia segreta! A mio avviso, quello che ho assaggiato sembravo fritto, data la consistenza; ma credo che potesse essere lo strutto presente nell’impasto a creare quell’ottima friabilità. La porzione era bella abbondante e si mangiava volentieri, eccetto per i quintali di zucchero a velo che lo ricoprivano!

Il giorno seguente, invece, ho voluto assaggiare un classico: Bartolillos alla crema, dolce attestato fin dal XIX secolo nella cucina madrilena.
E’ tipico del periodo pasquale ed è un triangolo di pasta molto sottile, nel cui impasto ci sono farina e strutto ed è ripieno di crema pasticcera, a volte aromatizzata con del liquore. Vengono fritti in olio e serviti tiepidi, dopo averli ricoperti di zucchero a velo o sciroppo. Sull’origine di questo dolce ci sono diverse teorie: alcuni dicono che siano stati i Romani a portarlo nella penisola iberica, altri che la ricetta risalga all’epoca del controllo musulmano della penisola e altri ancora che siano state le monache nei conventi a creare questi dolci.
A mio gusto è risultato un po’ pesante, dato che non sono molto abituata a mangiare cose fritte, ma era davvero friabile e gustoso. La crema era eccezionale e freschissima, così come quella del Pionono.
Una pessima scelta è stata invece il Milhojas de merengue, un semplice millefoglie di meringa all’italiana, molto invitante dalla vetrina, ma scomodo da mangiare in piedi e quasi insapore.

L’ultimo giorno mi sono, invece, diretta su un dolce che aveva un nome buffo, dato che mi ricordava mago merlino: Merlitones.
Purtroppo non sono riuscita a trovare nulla sull’origine di questo dolce, ma ho sguinzagliato informatori alla ricerca di utili nozioni. La sua nazione d’origine è la Francia, più specificatamente la zona di Rouen, sintomo che la pasticceria francese è molto apprezzata dagli spagnoli. L’aspetto è quello di una crostatina: l’esterno è fatto di pasta brisè mentre l’ingrediente principale del ripieno è l’uovo; si dice che la ricetta originale sia segreta! A mio avviso, quello che ho assaggiato sembravo fritto, data la consistenza; ma credo che potesse essere lo strutto presente nell’impasto a creare quell’ottima friabilità. La porzione era bella abbondante e si mangiava volentieri, eccetto per i quintali di zucchero a velo che lo ricoprivano!
Qualora vi troviate a Madrid, vi consiglio vivamente di recarvi in questa famosissima e ghiotta pasticceria, ne rimarrete sbalorditi proprio come me; mi è capitato spesso di sognare di addentare un pionono e poi svegliarmi con l’acquolina in bocca!!!

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